gennaio 7th, 2012
БогородицаIntanto auguri di grandi e profondi cambiamenti per tutte e tutti !!!
Cosa potrà fare ciascuna di noi per agire i cambiamenti necessari?
- andare a vedere un film straordinario come “The Artist” e farsi toccare la mente e l’ anima per poter affrontare al meglio l’ innovazione necessaria;
- leggere ” Donne che corrono coi lupi” per trovare la forza della natura selvaggia e coraggiosa che ciascuna di noi ha in sè stessa per fronteggiare i contesti ostativi che ci circondano;
- rispondere a questa malvagia crisi economica prodotta dagli uomini con il cuore a forma di salvadanaio con il recupero dell’ essenzialità come valore di equità senza smettere di indignarsi rispetto all’ ingiustizia che ci circonda;
- diventare protagoniste di un futuro migliore anche a prezzo di battaglie coraggiose e sincere;
- evitare il contagio dei senza scrupoli;
- sviluppare e diffondere la cultura della tecnologia della comunicazione anche se viviamo in un paese arretrato perchè troppo legato alle lobby di potere ottuse e avide;
- alimentare reti di persone per bene che , uniche , possono cambiare il mondo.
Buon 2012 a tutti
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ottobre 7th, 2011
grazie a Roberto per il link
http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/2011/press.html
The Nobel Peace Prize for 2011
The Norwegian Nobel Committee has decided that the Nobel Peace Prize for 2011 is to be divided in three equal parts between Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee and Tawakkul Karman for their non-violent struggle for the safety of women and for women’s rights to full participation in peace-building work. We cannot achieve democracy and lasting peace in the world unless women obtain the same opportunities as men to influence developments at all levels of society.
In October 2000, the UN Security Council adopted Resolution 1325. The resolution for the first time made violence against women in armed conflict an international security issue. It underlined the need for women to become participants on an equal footing with men in peace processes and in peace work in general.
Ellen Johnson Sirleaf is Africa’s first democratically elected female president. Since her inauguration in 2006, she has contributed to securing peace in Liberia, to promoting economic and social development, and to strengthening the position of women. Leymah Gbowee mobilized and organized women across ethnic and religious dividing lines to bring an end to the long war in Liberia, and to ensure women’s participation in elections. She has since worked to enhance the influence of women in West Africa during and after war. In the most trying circumstances, both before and during the “Arab spring”, Tawakkul Karman has played a leading part in the struggle for women’s rights and for democracy and peace in Yemen.
It is the Norwegian Nobel Committee’s hope that the prize to Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee and Tawakkul Karman will help to bring an end to the suppression of women that still occurs in many countries, and to realise the great potential for democracy and peace that women can represent.
Oslo, October 7, 2011
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settembre 22nd, 2011
Da diffondere
http://www.ted.com/talks/lang/ita/halla_tomasdottir.html.
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settembre 11th, 2011
Ho ascoltato Susanna Camusso parlare a Milano del lavoro delle donne in una stagione di crisi e di rischio.
Penso che la regola di “Se non ora quando” sia l’elemento nuovo (metodologicamente) del dibattito sulle donne.
Pur avendo la sinistra un’evidente influenza sulla crescita di “movimento” di questa realtà, persino Siena ha cercato di arginare con forza lo schematismo del dibattito della politica tradizionale. Se lo dice un partito si sinistra va bene, se lo dice uno di destra non va più bene. O viceversa.
Dunque la Camusso vede per le donne rischi maggiori in questa fase: più espulsioni dal processo produttivo, più manipolazione del rapporto tra età e rendimento, più pericolo di fronte a riforme restrittive della previdenza. Qui c’è una questione grande come una casa: le pensioni di reversibilità. Pensare che dietro alla vita di lavoro di un uomo non ci sia una donna che abbia concorso in modo decisivo alle condizioni di quel percorso è negare un’evidenza ancora socialmente immensa. Dunque immaginare che una donna, una volta accertata la sua marginalità produttiva e sfiorita la sua estetica (per come molti ancora la vivono) passi anche in miseria è davvero un pensiero perverso.
Insomma, ho pensato tre cose. Che la Camusso diceva cose giuste. Che non è più il momento di valutare con il manicheismo dei partiti queste cose. Che se – approfittando della condizione rara di una donna a capo della CGIl e di una donna a capo di Confindustria – queste cose le sostenesse (come penso le sostenga) anche Emma Marcegaglia, noi avremmo fatto un altro passo avanti in quel territorio irto e in salita che si chiama “riforma della politica”.
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agosto 19th, 2011
иконографияиконописCaro direttore
Nell’articolo sul Corriere del 17 agosto (Lo sviluppo riparta al femminile. Quattro proposte sulla manovra) Letizia Moratti presenta delle modifiche dirette a favorire le donne e lo fa a partire da un’analisi condivisa in larga parte dal movimento Se non ora quando. Il testo identifica infatti tra i punti più gravi della situazione italiana la bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e gli inesistenti servizi pubblici per la conciliazione di tempo e lavoro; tra i problemi dell’attuale politica economica i tagli lineari alla spesa che provocheranno ulteriori abbandoni delle donne nei settori produttivi. Appare inoltre molto pertinente l’esempio della Germania, che ha saputo incrementare massicci interventi a favore del lavoro delle donne rilanciando così lo sviluppo dell’intera economia. Del resto si tratta solo di uno degli argomenti che si possono portare a dimostrazione del fatto che la condizione delle donne è il primo metro della modernità e della civiltà di un paese.
Alle proposte avanzate da Letizia Moratti, che riguardano soprattutto interventi per favorire l’imprenditorialità femminile, vanno aggiunte però secondo noi molte altre questioni vitali. Letizia Moratti pone giustamente il problema della destinazione del risparmio nei costi previdenziali ottenuto con l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, ma dimentica che il risparmio già accantonato, e destinato per legge alle donne, ci e’ stato appena «scippato» dal governo. Lo stesso governo che, tra le sue prime misure, ha anche abrogato una legge che aveva reso impossibile l’imposizione delle dimissioni in bianco per le lavoratrici in attesa di un bambino. Il ripristino delle legge contro le dimissioni in bianco e la restituzione alle donne, attraverso misure ad hoc, del risparmio dovuto all’innalzamento dell’età pensionabile, sono state richieste ferme del movimento delle donne, a cui questo governo è rimasto sordo.
Il welfare delle donne, che nel nostro paese tocca livelli non degni di un Paese europeo, andrebbe invece messo al primo posto di un’agenda politica che non risponda solo alle emergenze ma pensi a grandi riforme per un nuovo Paese. Tutte le risorse disponibili vanno investite oggi al servizio della crescita e del riequilibrio di discriminazioni e inefficenze che non ci permettono di sviluppare i talenti e le capacità che il nostro Paese possiede. Prime fra tutte quelle delle donne italiane, che sostengono il peso di tutto il lavoro di cura, fuori e dentro casa. Come ha, con beata innocenza, detto un importante esponente della maggioranza, l’on. Reguzzoni della Lega Nord, le donne italiane «sono il welfare» e dunque conviene che vadano presto in pensione per fare, non pagate, il lavoro sociale che puntella l’intero paese. A chi conviene? Certo non alle donne per evidenti motivi e non al Paese, che così non cresce economicamente e civilmente. Il 13 febbraio abbiamo chiarito a tutti che non si potrà più governare senza di noi. Non si può più governare contro le donne e questo è quello che sta facendo il governo con una manovra che, profondamente iniqua e ridotta a inseguire l’emergenza, non si assume la responsabilità dei veri cambiamenti richiesti. Le donne lo hanno capito e sono pronte ad assumersi la responsabilità del loro futuro, a mobilitarsi per realizzarlo, nell’interesse di tutti.
Comitato Promotore SeNonOraQuando
17 agosto 2011(ultima modifica: 18 agosto 2011 11:34)
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agosto 17th, 2011
Letizia Moratti – in fase di ripensamenti su alcuni temi essenziali che concorrono all’uscita della crisi – sviluppa oggi sul Corriere della Sera una critica alla manovra finanziaria del governo perche “non vi è traccia di interventi strutturali”. Ricorda in particolare la necessità di puntare al ruolo delle donne nell’economia (welfare familiare, imprenditoria femminile, occupazione femminile) con quattro specifiche proposte. L’articolo è a pagina 44 (Opinioni) del Corriere (“Lo sviluppo riparta al femminile. Quattro proposte sulla manovra”). Mi sia consentito segnalare, con sincera soddisfazione, che i due riferimenti ad interlocuzioni sulla materia riguardano nell’articolo Gianna Martinengo a proposito di”Donne imprenditrici” e Patrizia Galeazzo a proposito di “DonneperMilano”.
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agosto 5th, 2011
ikoniLa segnalazione dell’ articolo sull’ esperienza di Lily mi sembra molto significativa. Ne riporto qualche passaggio per poter condividere l’ argomento e parlarne concretamente a fine agosto.
Un’italiana prestata a Londra che non sarebbe male rivedere presto dalle nostre parti. Lily Lapenna ha 31 anni, 22 dipendenti-collaboratori, due passaporti in tasca (è nata a Londra da famiglia italiana), un fidanzato originario del Bangladesh che fa il regista, circa 30 mila giovani “clienti” coinvolti nei progetti di microfinanza avviati in 168 scuole inglesi e in mezzo mondo, dalla Colombia al Kenia, dal Nepal al Ghana. Nel 2007 ha inventato e costruito da zero
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luglio 22nd, 2011
Ho aperto una fan page dal titolo Social network e reti per Milano su facebook per raccogliere le sollecitazioni e le esperienze su donne e tecnologie.
Buona partecipazione a tutti!

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luglio 19th, 2011
Consiglio di visitare il sito http://www.mammefannoimpresa.it/progetto/introduzione/
un esempio di determinazione, flessibilità e soluzione dei problemi che unisce le capacità imprenditoriali delle donne e le opportunità che alcune aziende hanno studiato appositamente. Mai mollare come dice la mia amica Cinzia!
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luglio 15th, 2011
l’ E- work in estrema sintesi è una modalità di lavoro in cui sono valorizzati:
- la flessibilità di luogo ;
- la libertà di orario;
- il risparmio energitico per gli spostamenti;
Permette quindi la conciliazione tra doveri familiari e produttività. Per le donne , la vera opportunità di regolare la loro carriera con la propria volontà di essere madri, nonne, figlie.
Nel nostro paese sembra un obiettivo impraticabile ma basta affacciarsi alle realtà del Nord Europa, dell’ Australia per capire come sarebbe tutto accessibile anche nel nostro paese se solo potessimo essere noi a organizzare le strategie di utilizzio delle tecnologie della rete.
work is something you do, not something you travel to.
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