Nasciamo pari e diventiamo dispare
Oggi a Roma l’economista Fiorella Kostoris ed Emma Bonino hanno presentato il Comitato Pari o Dispare, un’Authority contro le discriminazioni di genere.
“In Italia si nasce pari e si diventa dispare. Ma questo non può essere l’unico destino possibile per le donne“: dice Emma Bonino.
Se si vanno a guardare i dati la situazione diventa a dir poco desolante: l’Italia registra il tasso di occupazione delle donne più basso dell’Unione europea a 27 con la sola eccezione di Malta.
“Il 20 per cento delle donne lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio e secondo la classifica di genere redatta dal World Economic Forum l’Italia è al 72° posto per la disparità uomo-donna, al 96° per partecipazione e opportunità nell’economia, all’88° per partecipazione al lavoro, al 91° per reddito da lavoro. Se si guarda poi al peso delle donne che lavorano, nei consigli di amministrazione delle aziende italiane quotate, su 2.753 posizioni solo 174 sono occupate da donne (6 per cento), sono solo 2 le donne rettrici di università e solo 2 le donne direttrici di quotidiano”, ricorda il Comitato.
Di fronte a questa situazione l’obiettivo di raggiungere la parità può sembrare eccessivamente ambizioso ma assolutamente improrogabile.
Il Comitato Pari o Dispare, si impegnerà concretamente al raggiungimento della parità attraverso il lavoro e la meritocrazia con la convinzione che ciò si tradurrà in più equità e più crescita per il Paese.
Il Comitato si impegnerà a monitorare gli attori del mercato del lavoro: imprese, Pubbliche Amministrazioni Locali e Centrali, parti sociali, associazioni di professionisti, ecc. Al verificarsi di discriminazioni di genere, si servirà dello strumento utilizzato in alcuni Paesi stranieri: “comply or explain”, il concetto significa che in caso di non rispetto delle pari opportunità l’inadempimento deve essere giustificato e motivato.
Buon lavoro Comitato!
Valentina